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Mutamenti

  • Il bosco che chiamano respiro - De Aloe Goidanich
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MAX DE ALOE MARLISE GOIDANICH

MUTAMENTI
Live in miniera

Release date: November 28th, 2013
code/format: BFA 002 CD

 

Max De Aloe chromatic harmonica, accordion, live electronics
Marlise Goidanich cello

TRACKLIST

1. Berceuse (Henrique Oswald) 3.27
2. I’ve seen it all (Bjork, S. Sigurdsson, L. Von Trier) 3.06
3. Rebuliço (Hermeto Pascoal) 2.54
4. Askja (Max De Aloe) 5.17
5. Carinhoso (Pixinguinha) 3.01
6. Berimbau (Baden Powell, Vinicius de Moraes) 4.20
7. A sort of dance (Max De Aloe) 3.22
8. Uskudar (traditional) 7.19
9. Il bosco che chiamano Respiro (Max De Aloe) 9.22

Recording Information:

Recorded live  20th July 2013  in Bagnada Mine,
Lanzada, Sondrio, Italy  for Ambria Jazz Festival 2013

ABOUT THIS CD

A CD highly recommended for those who love live shows that bring together the Brazilian cellist, Marlise Goidanich, and the Italian harmonicist and accordionist, Max De Aloe. Mutamenti was recorded live in an ex-talc mine in Valmalenco in Northern Italy, a place with unparalleled acoustics. A one-of-a-kind concert in the heart of a mountain that maintains a constant temperature of 6 degrees Celsius, winter or summer.

 

Un cd assolutamente consigliato per chi ama i live che ha il pregio di unire la violoncellista brasiliana Marlise Goidanich e l’armonicista e fisarmonicitsa italiano Max De Aloe.
Mutamenti è registrato in presa diretta in una ex miniera di talco della Valmalenco, nel Nord Italia, in un luogo con un’acustica senza eguali. Un concerto unico nel cuore di una montagna dove c’è sempre una temperatura costante, estate ed inverno, di 6 gradi.

 

Producer: Max De Aloe and Giovanni Busetto for Ambria Jazz
Mastering by Giorgio Andreoli
Photos: Michele Bordoni
Design CD: Antonella Trevisan

Liner notes

Quando da ragazzino pensavo alla musica e al mestiere del musicista non avrei mai pensato che “fare musica” fosse tutto questo. Il tutto di cui scrivo, e che spero traspaia almeno in parte dalla musica di questo CD e dalle immagini del libretto, è fatto di quelle 150 persone del pubblico che sono salite per 20 minuti a piedi con noi, tra i sentieri di montagna, per arrivare all’ingresso della miniera e poi giù fino ai due saloni centrali della Bagnada per ascoltare un concerto folle a 6 gradi di temperatura. Questo tutto sono gli ex minatori di questa miniera di talco, diventati oggi guide di questa sorta di museo sotterraneo, che a spalle hanno trasportato gli strumenti e l’amplificazione per il concerto. Il tutto è anche Ambria Jazz, nato come piccolo festival in Valtellina, e diventato negli anni un importante perla per il jazz non solo italiano. Un festival che ha un’anima di appassionati che colpiscono per la loro generosità, simpatia, voglia di fare, sgretolando quell’immagine che tende a descrivere i valtellinesi come gente chiusa. In miniera trovi anche sindaco, vice-sindaco e alcuni dipendenti comunali di Lanzada che sono tutti lì a lavorare senza straordinari pagati da nessuno perché un concerto nella “loro” miniera porta orgoglio e fascino alla Valmalenco intera. Quanti sindaci e assessori che incontro nei concerti in giro per l’Italia avrebbero molto da imparare da questi amministratori di montagna. Ma la gente di montagna è così, non ci si tira indietro se servono due spalle in più per aiutare.
Infine c’è il fascino di suonare con un’acustica meravigliosa, sottoterra, e poco conta se l’umidità e il freddo non sono la cosa migliore per gli strumenti musicali e anche per le mani dei musicisti.
Ecco perché con Marlise e gli amici di Ambria Jazz abbiamo deciso di raccogliere questo concerto in un CD e poter regalare ad un pubblico un po’ più ampio lo stupore di quel pomeriggio.
Max De Aloe

 

Quando è arrivato il messaggio di Max: “Per te è un problema suonare a 7 gradi?”, ho pensato fosse uno scherzo. Per fortuna è stato un bello scherzo. E’ un’esperienza unica quella di suonare in una miniera nel cuore della montagna, con caschetto e scarponi. Un luogo magico. Il sorriso del pubblico e la gentilezza e disponibilità di tutti i membri dell’ organizzazione del festival e dei lavoratori della miniera hanno aiutato a riscaldare l’ ambiente, e rimarranno come un ricordo indelebile di questo concerto. Così, a un musicista viene voglia di suonare ancora in miniera. Anche a 7 gradi.
Marlise Goidanich

Bio artists:

Max
De Aloe

Marlise
Goidanich

Further recordings of this artists
in the Barnum Catalogue:

Road Movie

Sospiri sospesi